Auditorium del Liceo Scientifico Leonardo di via Balestrieri, ore 18: la sala è stracolma, con gente seduta persino sul palco. Moltissimi i giovani e i giovanissimi. Sono qui per ascoltare «Nichi». Il presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà (Sel) fa grande richiamo. Si sapeva. Anche da Brescia arriva una conferma.

«Vendola è qui in occasione dell’avvio del tesseramento a Sel in città e provincia, ma, soprattutto, per lanciare la sua candidatura alle primarie del centrosinistra, se si faranno» spiega il coordinatore provinciale del partito, Luigi Lacquaniti.

«Nichi», il fascinatore, sale sul palco accolto da una standing ovation che sorprende anche lui. E subito attacca la sua «narrazione» volta a sconfiggere la «narrazione» berlusconiana che «ha permeato di sè tutto il Paese, dopo aver sdoganato l’Italietta del basso ventre, quella priva di memoria del passato» e che ha come unica bussola il successo purchessia. «Un Paese – sottolinea Vendola – da ricostruire moralmente, culturalmente e socialmente. Il berlusconismo – insiste – si batte anche ripristinando l’eleganza del dire».

Un discorso a largo raggio con lo scopo di ridare speranza e prospettiva al popolo scoraggiato di sinistra. Vendola però non parla mai di primarie, di Pd, di alleanze e non nomina mai i suoi possibili antagonisti interni. Unica allusione indiretta a D’Alema quando, ironicamente, dice che «prima di sconfiggere il Centrodestra» nelle elezioni in Puglia «ha dovuto prima battere il Centrosinistra» degli apparati. Ovvii gli applausi.

Vendola ripercorre la storia del Novecento affermando che la democrazia si è affermata lungo vari decenni grazie alla saldatura sempre più stretta tra lotte per la libertà e lotte per i diritti del lavoro. Un processo entrato in crisi all’inizio degli anni Ottanta con la marcia dei 40mila al Lingotto e che oggi trova il suo atto finale con la strategia di Marchionne, che il relatore bolla senza mezzi termini come inacettabile. Questa dinamica che ha portato ad una regressione delle conquiste democratiche ha avuto il suo luogo di coltura ideale nel berlusconismo – dice Vendola.

«Non accetto – conclude – di vivere in un Paese che ha perso la speranza di un futuro per i suoi giovani. Dobbiamo provare a riannodare le fila di un discorso alternativo al berlusconismo. I partiti sono strumenti. Prima di mettere assieme dei partiti occorre mettere assieme una speranza». E Nichi, il fascinatore, viene sommerso di applausi dal suo popolo.

di Claudio Gandolfo

Giornale di Brescia 15 gennaio 2010