Il Giorno - 21/01/2011

IL CASO
Secondo il partito l'Asl le ha affidato incarichi di consulenza a caro prezzo. L'assessore: "Nessun favoritismo, sono tranquilla"

Brescia, 21 gennaio 2010 - Circa 220 mila euro di spese legali liquidate nel 2010, per incarichi affidati dall’Asl a consulenti esterni. La fetta maggiore, 141.422 euro, per le parcelle di un avvocato noto anche nel mondo politico, Paola Vilardi, assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia ed ex presidente del consiglio provinciale. A sollevare il caso è “Sinistra e libertà” che le pulci ha annunciato che le farà anche ad altri enti pubblici «perché questa è una battaglia di moralità nell’uso dei soldi dei cittadini». Intanto nel mirino sono finite l’Asl e la consulenza affidata nel 2007 alla Vilardi, 13 ricorsi al Tar e tre sulla costituzionalità delle ordinanze emesse negli anni scorsi dal Comune di Brescia contro i phone center.

«La Vilardi — ha detto ieri in conferenza stampa Mirko Lombardi, coordinatore cittadino di Sel, affiancato da Cristina Manenti e dal segretario provinciale Beppe Almansi — quando ottenne l’incarico era, come ora, esponente del centrodestra e presidente del consiglio provinciale con un’indennità di carica superiore ai 4mila euro mensili e il direttore generale dell’Asl, Carmelo Scarcella, che le affidò l’incarico è da sempre considerato esponente del centrodestra in quota An e legato politicamente al gruppo che fa capo all’on. Stefano Saglia marito della Vilardi e all’on. Viviana Beccalossi».

Nel 2007 per la questione dei phone center l’Asl ha liquidato all’avvocato Vilardi un primo acconto di 9.792 euro e a inizio 2010 il saldo della parcella, 101.273 euro, 111.005 euro in tutto, a cui si aggiungono altri 30.422 euro liquidati ancora nel 2010 per altri incarichi.
«E’ vero che Scarcella incarica anche altri avvocati — ha aggiunto Lombardi — ma le loro parcelle, una ventina, per il 2010 ammontano a 80mila euro, una media di 4mila per parcella. Nessuna legge lo vieta, ma per la Vilardi siamo piuttosto al venir meno di un comportamento non apprezzabile sul piano dell’etica pubblica da parte chi svolge funzioni pubbliche e vista la stessa appartenenza politica è possibile favoritismo».

Ma per Sel la questione è più generale: «Sono le modalità con cui vengono scelti i professionisti per incarichi che spesso potrebbero essere svolti dalla struttura interna». E Sel chiede trasparenza e indica la necessità di una «ricognizione degli incarichi e delle consulenze fatte dagli enti pubblici con segnalazione alla Corte dei Conti e l’istituzione di metodologie che, se si deve ricorrere a esterni, ci sia una rosa di nomi a rotazione o a sorteggio».
Paola Vilardi non ci sta a essere messa sotto accusa. «Sono tranquilla. Con l’Asl ho iniziato a collaborare nel ‘98, prima che fosse direttore Scarcella», dunque niente favoritismi politici.

Le parcelle?«Da quando sono assessore non esercito la professione di avvocato, nel 2007 erano cause molto delicate e sono in uno studio associato, le parcelle vengono divise». E rilancia al suo accusatore: «Non lo conosco personalmente ma mi chiedo se si tratti di quello stesso Lombardi ex consigliere comunale di Rifondazione che nel 2000, quando era consigliere regionale, ottenne dal Comune in concessione a titolo precario un terreno comunale a 400mila lire l’anno in via Gabbiane, rinnovata nel 2006», erano anni di centrosinistra lascia intendere l’assessore.

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