GIORNALE DI BRESCIA 21/01/2011

L'attività professionale di Paola Vilardi - avvocato e assessore comunale a Urbanistica e Ambiente - finisce nel mirino di Sinistra ecologia libertà: «Gli incarichi professionali che l'Asl le ha affidato - sottolinea Mirko Lombardi, che di Sel è coordinatore cittadino - pongono un serio problema etico. Noi continuiamo a pensare che chi svolge attività politica e ricopre ruoli istituzionali non debba svolgere attività professionale con enti pubblici».
Due, quindi, gli interrogativi che Sel avanza. Il primo: «Perché l'Asl nel 2010 ha speso circa 220mila euro per consulenze legali esterne quando ha un proprio ufficio legale interno?» Il secondo: «Perché su questo totale ben 141mila euro sono stati liquidati a Paola Vilardi? Con quali criteri si arriva a scegliere i legali cui affidare incarichi?».
La vicenda prende le mosse nel 2007, per una serie di ricorsi che i titolari di phone center cittadini muovono contro l'Asl per l'applicazione di una legge regionale, legge che poi il Consiglio di Stato boccia come incostituzionale. L'Asl affida la propria tutela legale a Paola Vilardi: 13 cause davanti al Tar e 3 davanti al Consiglio di Stato. Un impegno per il quale l'avvocato è stato liquidato nel 2010 per 111mila euro. «A questa parcella - ricorda Lombardi - nello stesso anno se ne aggiungono altre di importi minori, fino a raggiungere un totale di 141mila».
«Ma la Finanziaria - si chiede Beppe Almansi (segreteria provinciale Sel) - non invitava gli enti pubblici a limitare le consulenze esterne?». «E la trasparenza - chiude Cristina Manenti (coordinamento Sel) - non riguarda forse anche il modo in cui queste consulenze si scelgono?».
In attesa di una replica da parte dell'Asl, che potrebbe arrivare oggi, non è mancata ieri quella dell'assessore Vilardi: «Sono tranquilla. Seguo vicende legali dell'Asl dal '98, allora era direttore Lodetti, e da quando sono assessore in Loggia ho radicalmente ridotto il mio impegno professionale. La parcella? Chiedetene la congruità a qualsiasi amministrativista». Poi una considerazione: «Credo francamente che con questa vicenda si sia passato il limite. Ormai la battaglia politica si combatte con gli attacchi personali. Personalmente non conosco Mirko Lombardi, ma vorrei sapere se è lo stesso ex consigliere di Rifondazione a cui nel 2000 il Comune di Brescia ha concesso in affitto una propria area verde di duemila metri quadri vicino a casa sua in cambio di un affitto annuo allora fissato in 400mila lire».
Controreplica di Lombardi: «Quell'area? È la scarpata di un'acciaieria. Io mi sono impegnato a piantumarla e tenerla pulita pagando un affitto che oggi è di 1.500 euro all'anno. E in ogni caso c'è sempre una bella differenza tra pagare e incassare».
Massimo Lanzini