Italia dei Valori e Cgil già pronti a raccogliere le firme.
E anche il Partito democratico mostra di voler aderire all'iniziativa

Il fronte dei no all'addizionale Irpef varata dalla giunta Paroli si allarga. Iniziano a fare capolino le prime adesioni alla proposta per una petizione popolare lanciata dal coordinatore di Sel, Mirko Lombardi. Se l'Italia dei Valori ha già confermato la propria adesione, Cgil e Pd hanno, per il momento, aderito solo informalmente.
Sul toto-adesioni Lombardi vuole essere cauto ma a giorni la lista di chi andrà ad abbracciare l'iniziativa partita da Sel potrebbe essere ufficializzata.
LA RACCOLTA FIRME - finalizzata a riportare la questione in consiglio comunale - secondo Lombardi «raccoglierà un grande consenso di popolo». Prima di aprire le danze, però, c'è ancora un passo da compiere: trovare la maggiore compattezza possibile «perchè solo con un fronte compatto è possibile raggiungere l'obbiettivo». Per questo Lombardi fa appello non solo alle forze politiche del centrosinistra ma anche alle realtà associative, sindacali e sociali del territorio.
Prima a uscire allo scoperto è l'Italia dei Valori. «Aderiamo alla proposta lanciata da Sel di una petizione popolare, e - rileva il coordinatore provinciale, Salvatore Palmirani - a qualsiasi altra manifestazione utile a far sì che i cittadini bresciani non vengano ulteriormente tartassati con questa tassa decisa dalla giunta Paroli che è l'addizionale Irpef». Dello stesso tenore i commenti di Cgil e Partito Democratico. «Condividiamo in pieno l'obbiettivo di questa raccolta firme perchè l'addizionale inciderà soprattutto sui lavoratori e gli anziani ma - spiega Damiano Galletti, segretario della Camera del Lavoro di Brescia - le modalità con cui entreremo a far parte di questo comitato saranno decise durante il direttivo del 5 luglio».
SARÀ UN COMITATO unitario a prendere in mano le gestione delle iniziative pro petizione. Il Partito Democratico, per voce del coordinatore cittadino, Giorgio De Martin, fa sapere che è intenzionato a portare avanti qualsiasi battaglia utilizzando ogni mezzo possibile per evitare che sul portafogli dei cittadini gravi un'altra tassa. «In tal senso saremo disposti - riferisce De Martin - anche a collaborare con altre forze politiche che hanno un progetto serio». A giorni il Pd inizierà un volantinaggio a tappeto per la città «perchè i cittadini prendano coscienza di quello che sta accadendo».
Secondo Lombardi decisioni come quella presa della maggioranza «squalificano» l'operato dell'amministrazione comunale. «Totalmente ingiustificate poi - continua - le motivazioni alla base di questa decisione». L'esponente di Sinistra Ecologia Libertà punta il dito contro le scelte messa in campo dalla giunta Paroli in tema di mobilità. «Prima ci si preoccupa che la metropolitana non possa raggiungere i risultati sperati in termini di utenza e poi - questo il pensiero del coordinatore - non si fa altro che incentivare l'utilizzo del mezzo privato».
ALCUNI ESEMPI di questo modus operandi criticato da Lombardi sarebbero la diminuzione del costo dei parcheggi del 50 per cento e la realizzazione del parcheggio sotto il Castello. E ancora il trasferimento degli uffici comunali in una zona fuori dall'asse del metrò e la perdita di un forte bacino d'utenza conseguente alla demolizione delle torri di San Polo (queste invece sull'asse della metropolitana).
«Anche la diminuzione da 1,90 a 1,20 euro del biglietto della metropolitana non ha alcun senso se poi - sottolinea - metti l'addizionale Irpef, tutto ciò è ridicolo». Lombardi spera, in ultimo, che il fronte dei no contro la nuova tassa comunale possa creare un «nuovo movimento dal basso che abbia una diversa idea sul futuro della nostra città».

Bresciaoggi Mercoledì 29 Giugno 2011 di SIlvia Ghilardi