Bresciaoggi, 21/01/2011
Il segretario cittadino di Sinistra e Libertà critica la consulenza affidata all'avvocato che siede in Loggia
L'assessore replica: «Sono serena, collaboro con l'Azienda dal 1998» E rinfaccia a Lombardi un terreno comunale ottenuto a prezzi bassi
Consulenti legali straordinari per presunti incarichi ordinari. Pescati in un contesto politico affine e pagati più dei colleghi. Parcelle alla mano, su queste basi Sinistra e Libertà critica l'Asl di Brescia e Paola Vilardi, avvocato, assessore comunale ed ex presidente del Consiglio provinciale. Perchè nel marzo 2007, il direttore generale dell'Asl, Carmelo Scarcella, con delibera si costuituisce in giudizio contro 13 titolari di phone center: gli stessi che avevano fatto ricorso al Tar ( 3 anche in Corte Costituzionale) contro la Loggia che intimava loro di chiudere, salvo adeguarsi alla legge regionale 6/06 poi dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale.
L'incarico difensivo è conferito a Paola Vilardi, «esponente di centrodestra e presidente del Consiglio provinciale», ricorda Mirko Lombardi, neo-segretario cittadino Sel, rilevando come Scarcella «sia considerato in quota ad An e legato al gruppo di Stefano Saglia, marito di Vilardi».
DELIBERE e liquidazioni alla mano ( disponibili sul sito dell'Asl), Lombardi si affida ai numeri: «A novembre 2007 Scarcella liquida Vilardi un acconto di 9.792 euro, seguito dal saldo a ottobre 2010 di 101.273 euro». Totale: 115.005 euro per le 13 cause che Lombardi definisce ordinarie. «Ma la Finanziaria 2008 stabilisce che le consulenze esterne vadano usate dalle pubbliche amministrazioni solo in casi eccezionali che richiedano luminari di cui l'ufficio interno non dispone», rileva Beppe Almansi, della segreteria cittadina Sel. Nel 2010, inoltre, a Vilardi sarebbero sati affidati altri incarichi per 30.400 euro (che porterebbero il tolale a 141.427), «mentre i colleghi incaricati da Scarcella di una ventina di cause ne sono costati 80 mila: nel 2010 quindi l'Asl avrebbe speso per consulenze legali circa 220 mila euro - dice Lombardi -. La domanda viene da sè: perchè Vilardi? E perchè pagata così tanto?». Domande che Sel ritiene «degne di nota» sia sotto il profilo etico («Vilardi non avrebbe dovuto accettare»), che politico, fino a presumere «un possibile favoritismo per ragioni politiche» da parte di Scarcella. Da qui l'impegno «per una battaglia di moralità nell'uso dei soldi pubblici su due punti: la ricognizione severa delle consulenze e l'istituzione di metodi che, in caso di incarico ordinario e giustificato dall'impossibilità del personale interno, rendano tutti i professionisti possibili partecipi, per sorteggio o rotazione».
Se l'Asl si riserva di consultare gli atti prima di replicare, la risposta di Paola Vilardi non si fa attendere: «Sono assolutamente serena, professionalmente non ho nulla di cui preoccuparmi - assicura -. Etica? Faccio l'avvocato e collaboro con l'Asl dal 1998, qundo il direttore non era Scarcella e i colori politici poco c'entravano. Da quando sono assessore, inoltre, non ho più accettato cause simili». Quanto ai compensi, Vilardi precisa come, avendo uno studio associato, le parcelle non siano individuali «ma suddivise tra i professionisti dello studio». Ancora, sul fatto che si trattasse di 13 cause-fotocopia, Vilardi precisa come, al contrario, si trattasse di «vicende delicate e rilevanti». Poi, l'affondo: «Stiamo superando ogni limite tollerabile e a questo punto visto che tanto mi parlano di etica mi chiedo una cosa: non conosco Mirko Lombardi personalmente, ma mi domando se sia lo stesso consigliere regionale di Rifondazione che, nel 2000, ha ottenuto dalla Loggia , con una determinazione dirigenziale, una concessione a titolo precario di un terreno comunale in via delle Gabbiane per sole 400 mila lire all'anno, per farne il giardino di casa. E' forse la stessa persona?».


di Mara Rodella