QUI BRESCIA . 21/01/2010
"Nel 2010 l'Asl di Brescia ha speso 221.427 euro per consulenze esterne riguardanti incarichi di natura legale. Di questo importo complessivo, 80mila euro sono stati divisi tra una rosa di sette, otto avvocati che hanno seguito più di venti cause, per una media di circa 4mila euro a parcella. Mentre con i rimanenti 141.427 euro l'Asl ha liquidato l'avvocato Paola Vilardi, attuale assessore all'ambiente del comune di Brescia".
Così ha spiegato, dati alla mano (gli importi sono tutti consultabili sul sito dell'Asl di Brescia www.aslbrescia.it) il coordinatore di Sinistra ecologia e libertà di Brescia, Mirko Lombardi. L'avvocato Paola Vilardi ha seguito per l'Asl la causa sui phone center. Infatti nel marzo 2007, Scarcella le ha dato incarico di rappresentare l'azienda sanitaria in giudizio contro i ricorrenti, ovvero i gestori dei phone center, che in precedenza avevano vinto il ricorso al Tar di Brescia che sospendeva le ordinanze di chiusura emesse dal comune.
"All'epoca l'avvocato Vilardi era esponente del centro destra e presidente del consiglio provinciale con un'indennità di carica pari a 4mila euro mensili e il direttore Scarcella è da sempre considerato nella lottizzazione delle cariche nella sanità lombarda esponente del centro destra in quota An e molto legato al gruppo che fa capo all'onorevole Stefano Saglia, marito della Vilardi, e all'onorevole Viviana Beccalossi", ha spiegato Lombardi.
L'incarico della Vilardi fa riferimento ai 13 ricorsi al Tar e ai tre di questi che hanno eccepito sulla legittimità costituzionale delle ordinanze di chiusura dei phone center. In conclusione la corte si è pronunciata il 22 ottobre 2008 dichiarando l'illegittimità costituzionale della legge regionale 6/2006 (che definiva le regole igieniche in forza delle quali erano state emesse le ordinanza di chiusura da parte del Comune).
Quindi causa persa, i phone center sono rimasti aperti e l'Asl di Brescia ha liquidato l'avvocato per un totale di 111.005 euro. Ma non solo, ci sono altre cinque parcelle per altri incarichi con cui si arriva a un ammontare complessivo di 30.422 euro, la somma dà i già citati
141.427 euro.
"Nel caso appena illustrato, che coinvolge l'avvocato e assessore Paola Vilardi, viene meno quel comportamento non obbligatorio, ma apprezzabile sul piano dell'etica pubblica di chi svolge funzioni pubbliche, oltretutto retribuite con una cospicua indennità di carica" ha commentato Lombardi, "ma non solo, è anche presumibile un possibile favoritismo, vista la stessa appartenenza politica fra chi incarica, Scarcella, e chi riceve, Vilardi".
Si arriva così a un'ulteriore riflessione sulla modalità con cui vengono scelti professionisti per incarichi ordinari. "Si devono stabilire dei criteri, visto che nel caso dell'azienda sanitaria c'è un ottimo ufficio legale dipendente. Non si capisce come mai per simili parcelle si scelga nominalmente". E la questione si va poi a scontrare con i continui tagli da parte degli enti pubblici in generale, e dell'Asl in particolare. "A fronte di un taglio ai servizi di specie socio sanitari, c'è invece uno spreco, o comunque una poca attenzione nella determinazione di questi incarichi" ha dichiarato Cristiana Manenti del coordinamento provinciale. "Si evidenzia quindi una mancanza di moralità nella gestione della cosa pubblica e di trasparenza".
Inoltre la legge Finanziaria del 2008 "stabilisce che le consulenze esterne devono essere usate solo in casi eccezionali", ha affermato Beppe Almansi segretario provinciale Sel, "e i consulenti devono possedere un'appropriata e adeguata specializzazione per quell'incarico. Tutto questo solo nel caso che non ci siano già figure all'interno". "Come Sel siamo quindi impegnati" ha concluso Lombardi, "nel portare avanti una battaglia di moralità nell'uso dei soldi dei cittadini: da una parte sulla ricognizione severa degli incarichi e delle consulenze date dagli enti pubblici con segnalazione alla Corte dei conti, dall'altra sull'istituzione di metodologie per cui, quando un incarico è ordinario ed esplicitamente giustificato dalla impossibilità di essere fatto dal personale interno, rendano tutti i professionisti possibili partecipi attraverso forme di rose di nomi a rotazione o a sorteggio".